Dare valore al nostro tempo, vita da quarantena

Stiamo imparando a dare valore al nostro tempo ?​

Non smetto di domandarmi se questo periodo cambierà, a lungo andare, le nostre abitudini. 

Quando finiranno tutte queste restrizioni torneremo a vivere come prima dimenticandoci di quello che è successo? Vivremo in maniera responsabile quella che potremmo chiamare “Vita 2.0″? Io ho paura di no.

Oggi ho ripreso in mano l’agenda; l’avevo lasciata li, tra altri quaderni che utilizzo di rado, quasi dimenticata.
La verità è che avevo quasi timore ad aprirla e accorgermi di quanto tempo fosse passato dall’inizio della quarantena.

Mentre iniziavo a scrivere la nuova newsletter, che naviga ancora in alto mare, mi sono data coraggio e l’ho aperta.
L’ultima nota appuntata è datata sabato 14 marzo:  “Pulizia casa e terrazzo”, 4 giorni prima invece avevo scritto: “Quarantena”.

 

Nelle ultime 3 settimane la nostra libertà di uscire di casa si è ridotta al minimo: comprovate esigenze che siano lavorative, sanitarie o per necessità (ovvero fare la spesa).

… e non andate al Garden, perché, anche se hanno permesso la vendita al pubblico di fiori, piante, terricci e concimi, questi non rientrano nelle necessità primarie ed essenziali; così mi è stato detto. Non voglio fare alcuna polemica, meglio attenersi alle direttive. Comunque quasi sicuramente ve li recapiteranno a casa come è successo a me.

La vita in quarantena

Per uscire di casa è necessaria un’autocertificazione che continuano ad aggiornare; nuove restrizioni, nuove sanzioni.

All’inizio ne ho stampate 4, ne ho utilizzata una prima che la cambiassero, poi ne ho stampate due e ancora ne ho utilizzata una, l’altro foglio l’ho messo da parte per il riciclo, ci farò qualcosa. Non sono stata l’unica ad aver agito così; ora stampo un modulo appena prima di uscire di casa, lo compilo, lo firmo, recupero guanti e mascherina e vado.

 

A casa ci siamo divisi i compiti; facciamo una spesa a testa. Oggi vai tu, la prossima volta andrò io. Quell’ora d’aria per vedere il mondo fuori dalle nostre mura casalinghe è un regalo che ci facciamo a vicenda.

Qui da noi non devi fare lunghe ore in fila prima di poter entrare nel supermercato; una fortuna.

 

Abbiamo imparato a fare la spesa con criterio, una lista ben pensata per uscire il meno possibile; l’ultimo record è stato di 14 giorni. La verdura è esclusa, andiamo a comprarla una volta a settimana vicino a casa; quella del supermercato non durerebbe tanto e non è così buona.

La spesa mirata e studiata è un insegnamento di questa situazione che spero di adottare anche in futuro.

Negli ultimi mesi avevo iniziato a concretizzare i miei progetti a lungo termine,  ora tutto è stato accantonato nell’attesa che questa situazione volga al termine o che comunque si incominci ad intravedere la luce in fondo al tunnel.

 

Dalla mia postazione, vista colline moreniche, continuo a realizzare siti web, ho dato vita ad una Newsletter (se volete potete scoprire di più ed iscrivervi qui), e osservo il progressivo risvegliarsi della natura.

 

In tre settimane si sono allungate le giornate, abbiamo spostato in avanti le lancette degli orologi e cambiato le nostre abitudini ma riusciamo a dare valore al nostro tempo?

Io continuo a pensare a tutto quello che vorrei e potrei fare senza decidermi ad iniziare qualcosa e mi domando se sono l’unica.

 

Non ho cambiato di molto le mie abitudini, sono abituata a lavorare da casa ma inevitabilmente c’è qualcosa di diverso; una sensazione di ansia e di irrequietudine che non so ben descrivere.

 

Nella mia precedente riflessione suggerivo di prenderci del tempo per noi e rallentare ma confesso di non averlo ancora fatto. Forse non ne sono capace.
Non riesco mai a mettermi al primo posto e in questo periodo riconosco che possa essere un difetto.

Ti serve qualcosa? Mi interrompo, anche se quello che stavo facendo era più importante, anche se avevo quasi finito. Mi sembra sempre che gli altri abbiano più urgenza, più importanza rispetto alle mie esigenze ed ai miei bisogni, lavorativi e non. Ed è così che lavori da pochi minuti si trasformano in distrazioni di ore che mi fanno interrompere quello che stavo facendo con relativa perdita di concentrazione. 

 

Sono arrivata ad accumulare così tanto stress psicologico che ora non riesco più ad uscirne, un po’ come quando hai così sonno che non riesci ad addormentarti.

Devo rompere la routine e devo farlo quanto prima.

Stop - Reset - Restart

In attesa della Vita 2.0 provo a dedicarmi più a me stessa e meno agli altri; rispettando gli impegni presi ma con ritmi differenti. Impariamo a dare valore al nostro tempo.

alba